· 6 years ago · Dec 03, 2019, 07:56 AM
1-- MySQL dump 10.13 Distrib 8.0.18, for Linux (x86_64)
2--
3-- Host: 80.26.184.107 Database: accademia
4-- ------------------------------------------------------
5-- Server version 8.0.18
6
7/*!40101 SET @OLD_CHARACTER_SET_CLIENT=@@CHARACTER_SET_CLIENT */;
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16/*!40111 SET @OLD_SQL_NOTES=@@SQL_NOTES, SQL_NOTES=0 */;
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18--
19-- Table structure for table `author`
20--
21
22DROP TABLE IF EXISTS `author`;
23/*!40101 SET @saved_cs_client = @@character_set_client */;
24/*!50503 SET character_set_client = utf8mb4 */;
25CREATE TABLE `author` (
26 `id` int(10) unsigned NOT NULL AUTO_INCREMENT,
27 `name` varchar(45) DEFAULT NULL,
28 `birthYear` varchar(40) DEFAULT NULL,
29 `deathYear` varchar(40) DEFAULT NULL,
30 `birthPlace` varchar(45) DEFAULT NULL,
31 `deathPlace` varchar(45) DEFAULT NULL,
32 PRIMARY KEY (`id`)
33) ENGINE=InnoDB AUTO_INCREMENT=4 DEFAULT CHARSET=utf8;
34/*!40101 SET character_set_client = @saved_cs_client */;
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36--
37-- Dumping data for table `author`
38--
39
40LOCK TABLES `author` WRITE;
41/*!40000 ALTER TABLE `author` DISABLE KEYS */;
42INSERT INTO `author` VALUES (1,'Bottega di Ferrari Gaudenzio','1475 ca.','1546','Valduggia','Milano'),(2,'Bottega di Giovenone Gerolamo ','1490 ca.','1555','Barengo','Vercelli'),(3,'Ferrari Gaudenzio','1475 ca.','1546','Valduggia','Milano ');
43/*!40000 ALTER TABLE `author` ENABLE KEYS */;
44UNLOCK TABLES;
45
46--
47-- Table structure for table `cartones`
48--
49
50DROP TABLE IF EXISTS `cartones`;
51/*!40101 SET @saved_cs_client = @@character_set_client */;
52/*!50503 SET character_set_client = utf8mb4 */;
53CREATE TABLE `cartones` (
54 `id` int(10) unsigned NOT NULL AUTO_INCREMENT,
55 `title` varchar(200) DEFAULT NULL,
56 `material` varchar(200) DEFAULT NULL,
57 `ano` varchar(45) DEFAULT NULL,
58 `descriptionEng` mediumtext,
59 `descriptionIta` mediumtext,
60 `previewUrl` varchar(200) DEFAULT NULL,
61 `imageUrl` varchar(200) DEFAULT NULL,
62 `imageUrl_sobreposada` varchar(200) DEFAULT NULL,
63 `pintura_rel` int(10) unsigned NOT NULL,
64 `author_id` int(10) unsigned NOT NULL,
65 PRIMARY KEY (`id`),
66 KEY `fk_painting_author_idx` (`author_id`),
67 KEY `id_pintura_idx` (`pintura_rel`),
68 CONSTRAINT `fk_painting_author` FOREIGN KEY (`author_id`) REFERENCES `author` (`id`) ON DELETE CASCADE ON UPDATE CASCADE,
69 CONSTRAINT `id_pintura` FOREIGN KEY (`pintura_rel`) REFERENCES `pinturas` (`id_pintura`)
70) ENGINE=InnoDB AUTO_INCREMENT=107 DEFAULT CHARSET=utf8;
71/*!40101 SET character_set_client = @saved_cs_client */;
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73--
74-- Dumping data for table `cartones`
75--
76
77LOCK TABLES `cartones` WRITE;
78/*!40000 ALTER TABLE `cartones` DISABLE KEYS */;
79INSERT INTO `cartones` VALUES (1,'Ultima Cena','carboncino, matita, gessetto e acquerello su carta','1540 ca.','Description','Le vicende dei cartoni dell\'Accademia Albertina sono state ricostruite da P. Gaglia (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 26-33). Trasferito nei Regi Archivi di Corte verosimilmente dopo il 1814, il cartone fu donato da re Carlo Alberto all\'Accademia Albertina il 13 aprile 1832, insieme ad altri 53 cartoni. Nell\'elenco steso dal Gran Ciambellano Carlo Emanuele Alfieri di Sostegno al momento della donazione, il cartone veniva assegnato a Gaudenzio Ferrari col numero d\'inventario 11 (visibile stampato ad inchiostro in basso a sinistra) ed era messo in relazione con il Cenacolo della chiesa di Santa Maria della Passione di Milano (L.C. Bollea, 1936, Appendice 4). L\'attribuzione a Gaudenzio è stata successivamente ripresa da R. Carità (1955, p. 242), mentre nell\'inventario del 1933 N. Gabrielli lo considerava un\'opera di bottega (N. Gabrielli, 1933, pp. 157, 196). Il cartone è stato in seguito assegnato a Boniforte Oldoni da A. Griseri (1956, pp. 78, 128-129) e da L. Mallé (1969, pp. 27-28, 88, 220); la prima attribuzione alla bottega di Gerolamo Giovenone si deve a G. Romano (1970, p. 68) ed è stata ripresa da L. Mallé (1971, p. 206) e da tutta la critica successiva (L\'Accademia Albertina, 1982, p. 178). M. Dell\'Omo Rossini (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 120-122) mette in evidenza come il cartone non vada considerato il modello per l\'Ultima Cena del Duomo di Novara, eseguito da Sperindio Cagnoli su disegno di Gaudenzio non oltre il 1525, ma una sua derivazione, mostrando caratteri giovenoniani uniti ad un marcato influsso laniniano, evidente soprattutto nelle figure di san Giovanni e del servo e nel generale realismo con cui sono resi i vari personaggi. Caratteri che spingono la studiosa a considerare il cartone opera della tarda cerchia giovenoniana intorno al 1540.','BGG311_preview.jpg','BGG311.jpg','BGG311_contraste.jpg',1,2),(2,'Madonna in Trono con Bambino','carboncino, matita e gessetto su carta','1539/ 1546 ca.','Description','Le vicende dei cartoni dell\'Accademia Albertina sono state ricostruite da P. Gaglia (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 26-33). Trasferito nei Regi Archivi di Corte verosimilmente dopo il 1814, il cartone fu donato da re Carlo Alberto all\'Accademia Albertina il 13 aprile 1832, insieme ad altri 53 cartoni. Nell\'elenco steso dal Gran Ciambellano Carlo Emanuele Alfieri di Sostegno al momento della donazione, il cartone veniva assegnato a Bernardino Lanino col numero d\'inventario 17, visibile stampato ad inchiostro in basso a destra (L.C. Bollea, 1936, Appendice 4). La prima attribuzione a Gaudenzio Ferrari si deve a N. Gabrielli (1933, pp. 154, 197), ma non è stata universalmente accettata, dal momento che A. Bertini ha preferito spostarlo all\'ambito della scuola gaudenziana (A. Bertini, 1956, p. 41), mentre L. Mallé (1971, p. 205) lo ha assegnato all\'area di Gerolamo Giovenone. P. Gaglia vi ha invece ravvisato chiari caratteri stilistici del Gaudenzio del periodo milanese, risalente all\'ultima fase della carriera del maestro, dal 1539 al 1546 (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 84-86). Rifiutando l\'ipotesi del Viale che indicava nel cartone il possibile modello per il dipinto di Gaudenzio Ferrari della Pinacoteca di Brera, opera stilisticamente databile al 1520 circa, il su citato P. Gaglia ha ipotizzato che il cartone costituisca una ripresa, a distanza di circa venti anni, delle soluzioni elaborate nel quadro di Brera, non riuscendo comunque ad individuare il dipinto di cui sarebbe il modello.','GF317_preview.jpg','GF317.jpg','GF317_contraste.jpg',2,3),(3,'San Gaudenzio','carboncino, matita e gessetto su carta','1519/ 1520 ca.','asdasdasd','Le vicende dei cartoni dell\'Accademia Albertina sono state ricostruite da P. Gaglia (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 26-33). Trasferito nei Regi Archivi di Corte verosimilmente dopo il 1814, il cartone fu donato da re Carlo Alberto all\'Accademia Albertina il 13 aprile 1832, insieme ad altri 53 cartoni. Nell\'elenco steso dal Gran Ciambellano Carlo Emanuele Alfieri di Sostegno al momento della donazione, il cartone veniva assegnato a Bernardino Lanino col numero d\'inventario 32 bis (L.C. Bollea, 1936, Appendice 4): in basso a sinistra possiamo infatti vedere il numero 32 stampato ad inchiostro. Il cartone è stato attribuito a Gaudenzio Ferrari da P. Gaglia (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 74- 75) che lo ha messo in relazione con lo scomparto inferiore sinistro, raffigurante san Gaudenzio, del polittico di Gaudenzio Ferrari nella chiesa di San Gaudenzio di Varallo','GF32bis_preview.jpg','GF32bis.jpg','GF32bis_contraste.jpg',3,3),(4,'Madonna in adorazione del Bambino sorretto da Angeli','carboncino,gessetto e matita su cart','1525/ 1549 ca.','f','Le vicende dei cartoni dell\'Accademia Albertina sono state ricostruite da P. Gaglia (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 26-33). Trasferito nei Regi Archivi di Corte verosimilmente dopo il 1814, il cartone fu donato da re Carlo Alberto all\'Accademia Albertina il 13 aprile 1832, insieme ad altri 53 cartoni. Nell\'elenco steso dal Gran Ciambellano Carlo Emanuele Alfieri di Sostegno al momento della donazione, il cartone veniva assegnato a Gaudenzio Ferrari col numero d\'inventario 44, visibile stampato ad inchiostro in alto a destra (L.C. Bollea, 1936, Appendice 4). L\'attribuzione è stata ripresa da N. Gabrielli (1933, pp. 155, 197), che lo ha collegato alla tavola centrale superiore del polittico eseguito da Gaudenzio Ferrari tra il 1514 e il 1521 per la chiesa di San Gaudenzio di Novara. P. Gaglia (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 88-90) ha messo in evidenza come il cartone, oltre a non coincidere nelle misure, presenti significative differenze stilistiche rispetto alla tavola novarese, caratterizzandosi per una secchezza del segno inconsueta per Gaudenzio; tuttavia lo stesso studioso notava come la composizione si potesse sicuramente ritenere opera del maestro e per la novità di ideazione e per le frequenti repliche in ambito gaudenziano. Queste considerazioni hanno portato il Gaglia a ipotizzare che l\'Adorazione novarese, servita da modello più volte nell\'ambito della bottega, abbia perso il disegno originario, danneggiato per i frequenti ripassi degli allievi, rendendo necessario un rifacimento, avvenuto in epoca non precisabile, ad opera di un anonimo artista formatosi alla bottega di Gaudenzio.','GF344_preview.jpg','GF344.jpg','GF344_contraste.jpg',4,1),(5,'Sant\'Agabio e San Paolo','carboncino, matita e gessetto su carta','1514 ca.','r','Le vicende dei cartoni dell\'Accademia Albertina sono state ricostruite da P. Gaglia (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 26-33). Trasferito nei Regi Archivi di Corte verosimilmente dopo il 1814, il cartone fu donato da re Carlo Alberto all\'Accademia Albertina il 13 aprile 1832, insieme ad altri 53 cartoni. Nell\'elenco steso dal Gran Ciambellano Carlo Emanuele Alfieri di Sostegno al momento della donazione, il cartone veniva assegnato a Bernardino Lanino col numero d\'inventario 2, visibile stampato ad inchiostro in basso a destra (L.C. Bollea, 1936, Appendice 4). La prima attribuzione a Gaudenzio Ferrari si deve a N. Gabrielli (1933, pp. 154, 196) ed è stata comunemente accettata dalla critica successiva. La studiosa suggeriva di porre il cartone in relazione con lo scomparto inferiore destro, raffigurante san Paolo e sant\'Agabio, del polittico attualmente collocato nella cappella della Madonna nella chiesa di San Gaudenzio a Novara. Il polittico fu commissionato a Gaudenzio Ferrari il 20 luglio 1514 e i pagamenti si susseguirono negli anni successivi fino al 21 marzo 1521 (Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 65- 66). Come evidenziato da P. Gaglia (in Ivi, pp. 72-73) posa e dimensioni delle figure del cartone e della tavola coincidono, sebbene vi siano alcune minime varianti: nel cartone sant\'Agabio non ha il pastorale e la sua mano destra è raffigurata secondo due diverse soluzioni sovrapposte. Inoltre il cartone, interamente eseguito da Gaudenzio, presenta una qualità superiore al dipinto in cui, al fianco del maestro, intervenne il novarese Sperindio Cagnoli che ricevette compensi per l\'esecuzione dell\'ancona il 15 gennaio 1518 e il 1° e il 21 marzo 1521, come ribadito da P. Venturoli (in Le arti del disegno in Accademia Albertina, 1995, pp. 40-41). Quest\'ultimo studioso propone per il cartone una datazione al 1514, ovvero immediatamente successiva al su ricordato contratto del 20 luglio 1514.','GF302_preview.jpg','GF302.jpg','GF302_contraste.jpg',5,3),(6,'Pietà','carboncino, matita e gessetto su carta','1536/ 1537 ca.','Desc','Le vicende dei cartoni dell\'Accademia Albertina sono state ricostruite da P. Gaglia (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 26-33). Trasferito nei Regi Archivi di Corte verosimilmente dopo il 1814, il cartone fu donato da re Carlo Alberto all\'Accademia Albertina il 13 aprile 1832, insieme ad altri 53 cartoni. Nell\'elenco steso dal Gran Ciambellano Carlo Emanuele Alfieri di Sostegno al momento della donazione, il cartone veniva assegnato a Gaudenzio Ferrari col numero d\'inventario 23 (L.C. Bollea, 1936, Appendice 4): tale attribuzione è stata accettata da tutta la critica successiva. Nello stesso elenco il cartone veniva messo in relazione con un quadro di Gaudenzio Ferrari allora collocato nella seconda sacrestia del Duomo di Novara e oggi non più reperibile. P. Gaglia (in Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, 1982, pp. 76-78) non esclude che il dipinto vada identificato con la Pietà di Gaudenzio Ferrari collocata nel Museo Nazionale di Budapest, già collegata al nostro cartone da A. Bertini (1956, p. 117) e da G. Testori (1956, p. 105). Rispetto a quest\'ultimo dipinto il cartone non presenta varianti significative se si eccettua il lieve ripensamento della mano destra del Cristo. Per ilnostro cartone sono state proposte diverse datazioni: agli anni 1528-1530, immediatamente precedenti il soggiorno','GF323_preview.jpg','GF323.jpg','GF323_contraste.jpg',6,3);
80/*!40000 ALTER TABLE `cartones` ENABLE KEYS */;
81UNLOCK TABLES;
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84-- Table structure for table `detail`
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87DROP TABLE IF EXISTS `detail`;
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90CREATE TABLE `detail` (
91 `id` int(10) unsigned NOT NULL AUTO_INCREMENT,
92 `paintingX` smallint(6) DEFAULT NULL,
93 `paintingY` smallint(6) DEFAULT NULL,
94 `title` varchar(100) DEFAULT NULL,
95 `descriptionIta` varchar(1000) DEFAULT NULL,
96 `descriptionEng` varchar(1000) DEFAULT NULL,
97 `painting_id` int(10) unsigned NOT NULL,
98 PRIMARY KEY (`id`),
99 KEY `fk_detail_painting1_idx` (`painting_id`),
100 CONSTRAINT `fk_detail_painting1` FOREIGN KEY (`painting_id`) REFERENCES `cartones` (`id`)
101) ENGINE=InnoDB AUTO_INCREMENT=8 DEFAULT CHARSET=utf8;
102/*!40101 SET character_set_client = @saved_cs_client */;
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105-- Dumping data for table `detail`
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108LOCK TABLES `detail` WRITE;
109/*!40000 ALTER TABLE `detail` DISABLE KEYS */;
110INSERT INTO `detail` VALUES (1,-10,10,'','Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di\', chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose allora Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota (Giovanni 13, 21-16).',NULL,1),(2,-20,20,'','Il velo visibile nel disegno non è presente nel dipinto. Sono infatti lasciati a vista i capelli della Vergine Maria, ricci, come spesso sono stati immaginati da Gaudenzio Ferrari nelle sue opere.',NULL,2),(3,-20,20,'','San Gaudenzio (Ivrea, 327 - Novara, 22 gennaio 418) è il patrono e protettore della città e della diocesi di Novara, della quale fu il primo vescovo.',NULL,3),(4,-20,20,'','Gli angeli hanno spesso un ruolo importante nei dipinti di Gaudenzio Ferrari. In questa Natività, oltre a chiamare i pastori, sorreggono il bambino Gesù mentre Maria e Giuseppe sono in adorazione di fronte a lui.',NULL,4),(5,-20,20,'','Sant’Agabio fu il secondo vescovo di Novara, successore di San Gaudenzio. Secondo la tradizione, morì il 10 settembre 440.',NULL,5),(6,-40,20,'','L’attributo iconografico di San Paolo è la spada. La lettera agli Efesini descrive la vita cristiana come una battaglia e afferma che l\'armatura del cristiano è la spada dello Spirito, cioè la Parola di Dio.',NULL,5),(7,-20,20,'','Attorno a Cristo deposto sono presenti la Vergine Maria e San Giovanni, le altre tre donne che erano ai piedi della croce, Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo.',NULL,6);
111/*!40000 ALTER TABLE `detail` ENABLE KEYS */;
112UNLOCK TABLES;
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115-- Table structure for table `pinturas`
116--
117
118DROP TABLE IF EXISTS `pinturas`;
119/*!40101 SET @saved_cs_client = @@character_set_client */;
120/*!50503 SET character_set_client = utf8mb4 */;
121CREATE TABLE `pinturas` (
122 `id_pintura` int(10) unsigned NOT NULL AUTO_INCREMENT,
123 `title` varchar(45) DEFAULT NULL,
124 `tecnica` varchar(45) DEFAULT NULL,
125 `ano` varchar(45) DEFAULT NULL,
126 `museo` varchar(200) DEFAULT NULL,
127 `ciudad` varchar(200) DEFAULT NULL,
128 `previewUrl` varchar(100) DEFAULT NULL,
129 `imageUrl` varchar(100) DEFAULT NULL,
130 `europeMapX` int(11) DEFAULT NULL,
131 `europeMapY` int(11) DEFAULT NULL,
132 `autor_id` int(10) unsigned NOT NULL,
133 PRIMARY KEY (`id_pintura`),
134 KEY `id_idx` (`autor_id`),
135 CONSTRAINT `id` FOREIGN KEY (`autor_id`) REFERENCES `author` (`id`) ON DELETE CASCADE ON UPDATE CASCADE
136) ENGINE=InnoDB AUTO_INCREMENT=7 DEFAULT CHARSET=utf8;
137/*!40101 SET character_set_client = @saved_cs_client */;
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140-- Dumping data for table `pinturas`
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142
143LOCK TABLES `pinturas` WRITE;
144/*!40000 ALTER TABLE `pinturas` DISABLE KEYS */;
145INSERT INTO `pinturas` VALUES (1,'Ultima Cena','xxxxxxx','xxxx','Duomo ','Novara','1_Ultima Cena.jpg','1_Ultima Cena_OG.jpg',362,487,3),(2,'Madonna in trono con Bambino','xxxxxxx','1520 ca.','Pinacoteca di Brera ','Milano','2_Madonna col Bambino.jpg','2_Madonna col Bambino_OG.jpg',372,487,3),(3,'San Gaudenzio','xxxxxxx','1521/ 1525 ca.','Chiesa di San Gaudenzio','Varallo ','3_San Gaudenzio.jpg','3_San Gaudenzio_OG.jpg',357,479,3),(4,'Adorazione del Bambino','xxxxxxx','1514/ 1521 c.a','Basilica di San Gaudenzio','Novara ','4_Adorazione del Bambino.jpg','4_Adorazione del Bambino_OG.jpg',362,487,3),(5,'Sant\'Agabio e San Paolo','xxxxxxx','1514/ 1521 ca.','Basilica di San Gaudenzio','Novara ','5_ Agabio e Paolo.jpg','5_ Agabio e Paolo_OG.jpg',362,487,3),(6,'Pietà','xxxxxxx','1529/ 1534 ca.','Hungarian National Museum','Budapest','6_Pieta.jpg','6_Pieta_OG.jpg',533,454,3);
146/*!40000 ALTER TABLE `pinturas` ENABLE KEYS */;
147UNLOCK TABLES;
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158-- Dump completed on 2019-12-03 8:49:58